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“Una vita fasciata dalle luci e dai colori dell’arte”

Mario Fabbrini al cavalletto

 

Decisamente non è facile parlare dell’arte del proprio suocero. Resta sempre il sospetto della mancanza di obiettività, di lasciarsi andare a considerazioni troppo generose e non veritiere. Io stesso  sto provando un certo qual imbarazzo. Eppure, quando penso a Mario Fabbrini, al suo modo di dipingere, alla concentrazione con cui studiava il cromatismo della tavolozza, ai suoi impeti d’ira quando il risultato pittorico non era pari alle attese, non posso far altro che stupirmi sempre di fronte  al forte contributo che la sua arte, fasciata di luci e colori, ha lasciato alle nostre riflessioni.

 



 

Ed è per questo, che sul foglio elettronico di Dictamundi, non voglio essere io a parlare di lui, ma desidero che siano le voci di critici ben più autorevoli di me ad esprimere i giudizi sulla sua pittura.

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Fiori - Olio su tela 40 x 50 (Coll privata)

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Natura morta con bottiglia - olio su tela 50x60 (Coll. privata)

Io, qui, v
oglio solo ricordare le lunghe ore che abbiamo passato insieme nelle sale del Pitti o del Louvre soffermandoci a discutere di Fattori e Pisarro, i pittori che amava più degli altri e che più degli altri hanno inciso nella sua poetica.

Natura morta con bottiglia (particolare) -

“Peccato che Fattori, come tutti i livornesi, abbondasse un po’ troppo di terre” concludeva ogni volta scuotendo la testa. E peccato, aggiungo io, che non abbiamo fatto in tempo a visitare il cospicuo lascito della famiglia  Pisarro esposto all’Ashmolean Museo di  Oxford.

 Un giorno del mese di agosto del 2006, col giallo del sole alto che riluceva sui monti della Calvana, ha fatto su tavolozza, cavalletto e pennelli, e se n’è andato in silenzio, com’era sua abitudine proporsi, lasciando solo il rimpianto e il ricordo delle sue splendide tele..

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Natura morta con cipolle - Olio su tela 50X70 (Coll. privata)

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L'albero spoglio - Olio su tela 18x23 (Coll. privata)

Commenti critici

“ … la sua è una pittura post-macchiaiola nella quale la pennellata si è ben sciolta e dove la tavolozza sa esprimere tutti momenti di suggestione e anche di poesia …”

Giovanni Arcidiacono - Presentation in catalogue for the personal exhibition at the Gallery Cancelli of Florence 1971

 “… ai larghi spazi tonali, preferisce le sensazioni di colori particolari; ognuno con vibrazione propria e nell’insieme essi formano il ritmo capace di suscitare la gioia di veri momenti poetici…”

Michelangelo Mazzeo - Cinema ed Arte - Turin 1972

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La battaglia - Olio su tela 70X100 (Coll. Privata)

 

"...osserva e ferma sulla tela i fiori con rinnovata emozione; dipinti di getto a colpi di pennello nervosi e sicuri, controluce all’aperto e nella luce morbida degli interni comunicando l’incanto della natura…”

Adalberto Rossi - Presentation in catalogue for the personal exhibition at  the Gallery La Rocca in Torino 1972

“… Fabbrini predilige i quadri dove, con il tocco espressivo, c’è più consistenza costruttiva, cioè quel felice incontro con la verità delle cose. Ed ecco i casolari, i borghetti, i paesi, coronati da montagnole intarsiate di verde, abbracciati da cortine di ulivi, siepi, ciuffi, come appena sboccate da una fonte eruttiva…”

Giuseppe Billi - Presentation in catalogue for the personal exhibition at the Oratory of S. Ambrogio in Prato 1995

“… un linguaggio sincero e poetico che non si è mai aperto a “stravaganze” proprio perché la sua ricerca era tutta indirizzata a fermare sulla tela ora un tramonto, ora un’atmosfera…”

Franco Ricconomi – La Nazione (Florence) August 2006

Il vecchio Olivo - Olio su tela 60x80 (Coll. privata)