LA SILLOGE
Alchimie
Al mattino l’amore
ha l’odore serale
laggiù si lavora
in maniche di mutande
il muschio – mio caro –
è un pannello vellutato
per la città celeste
gli operai babilonesi
hanno amanti presso la corona inglese
i pastori di greggi
hanno l’acquavite per ristoro
all’alpeggio pascolano di erba
e si ristorano con funghi gratinati
del tempo che c’innamora
pazientemente ce ne scordiamo
le bellezze del cielo
che sfiorano le vene
le praterie con ronzio di mosche
se qualcosa mi piace è la pioggia
che mi bruca il suono
che frequenta i salotti di frutta
e dorme di ruggine mescolata
dunque di comune accordo
mescolo sole e eternità.
Uni(co) verso
Dall’universo
ci s’aspetta
un unico verso,
diverso
al sanmarco restaurant
un mucchio di calamari
(ce l’ho davanti)
parlano da soli
in gusto
non so cosa deglutire
probabilmente troppo.
Il cammino
Cammino e mi commuovo
Nella nebbia affermata
-non esiste nulla esiste-
Solo la carità della mamma
Sì quella è una benese?
No cioè sì anche un po’ artigiana
Ricammino e mi ricommuovo
Dove trovo l’utilità?
Innamorati della bellezza del mondo
Ecco cosa occorre oltre la compagna della vita
Ti rendi conto che tutto è perfetto?
Anche l’eternità.
*
Da pochi giorni lei è più bella
Con l’azzurro negli occhi e la maglietta verde
Ricamata di speranza balsamica
È, immobile, presso la fermata del tram
Sul marciapiede lastricato e sogna baci
Osserva il viso di tutti
Mescola l’amore ogni mattino
Ci chiede se la conosciamo.
A(e)troversi
6
dal giorno che nasci
incominci a morire
l’universo ti appartiene
come collana al collo
e meridiana che calcola i tuoi giorni
li consegna al tempo per le correzioni
SPETTACOLO DEL CUORE (ALLA MEMORIA DELLA MADRE)
Flavio Vacchetta trasforma le lacrime per la madre scomparsa in un momento lirico che le fa sgorgare “parola” nello Spettacolo del Cuore.
L’autore affida alla poesia ciò che nella vita terrena si è interrotto generando un’onda lunga che produce vibranti effetti sonori sulle note di una musica affranta, ma, pregna delle risorse espressive generate da quella che è stata ed è l’emozione del “contatto” nel percorso-rapporto madre-figlio ancor prima dell’esser nati e nel cammino “sgranato” degli anni trascorsi l’una accanto all’altro.
Le date nervose polarizzano commozione e rabbia, dolcezza e disincanto, pace e ribellione al destino che tutti attende…lo stile diventa portento di un equilibrio in cui anche le pause e i silenzi sanno dire quanto le parole.
(Cristina Raddavero).
Madre
Madre, nome caro
in alto dei cieli
a tutti gli angeli presenti
madre, che improvvisamente
ci lasci orfani
ma solo sei madre
della nostra anima e della vita stessa
il tuo cuore, il tuo caldo cuore
mi tiene nascosta una verità
che io scoprirò
col mio cuore
****
Ho composto versi per il babbo
Volevi versi anche per te, madre mia
Eccoti accontentata…
Il vero problema è che tu sei allontanata da noi
Troppo in fretta, senza disturbare nessuno
Senza che qualcuno potesse offrirti
Almeno un bicchier d’acqua
***
La bianca manina
Gelida e scomposta
A lungo l’ho baciata
Accarezzandola ripetutamente
Oh madre, la tua manina
A lungo ho osservato, nella bara
E ho baciato ed accarezzato
Anche pianto e pregato
Che ritornasse alla corretta posizione
***
30.07.1929 – 20.01.2007
Nervose queste date:
come il sole illumina la terra
così lo spirito
raggiunge ogni cosa
dal balcone di casa seguivo la mamma
seguivo i suoi passi che scendevano adagio le scale
non intravedevo il corpo solo le scarpe
una strana sensazione stava per assalirmi
è l’ultima volta che l’avrei vista, da viva.
***
Vedi, cara madre mia, basta poco a morire
E la poesia ti porta a viaggiare in un momento
Di colpo, l’intero spazio, si spalanca
Ai tuoi fragili occhi
Il tutto inizia con un’emozione forte
Obiettivo della tua grande personalità
Eri la mia mamma-bambina
Ricca di grandi braccia e rossetto sulle labbra
Hai capito di morire nel sentire la nuova stagione
Del resto il tuo appellativo era MAGISTRA
***
Avverto la presenza di un’ombra
Dietro di me
Che non si stanca
Che non ha paura
Dorme accanto a me
Facendomi un regalo
Il regalo
***
Ho necessità di dirti tali parole
Affondare il cuore nel tuo sguardo
Se mai un giorno potrò, incredulo
Illudermi di ripetere
Lo spettacolo grande
Del tuo grande cuore
***
Credimi, non è facile accettare
Come le tasse
La morte è inevitabile
Avevi detto che il babbo
ti era apparso in sogno
che ti stavi preparando
ad un evento notevole,
una specie di trasloco
***
Il tuo nome
Lucci
Scritto sull’acqua
Ondeggia a balzelloni
Ora ti conosco
Madre mia
Dove vivi ora?
Madre stai con me
Per potermi dissetare
La sera t’avvolgevi i capelli
Ansiosi i tuoi riccioli
Ti chiedevi se esisteva l’amore
Come peso al cuore
***
La mamma in vestaglia
Era spesso e volentieri
Persino i passeri
Quando si cambiava
La spiavano dal balcone di casa
Volevano vedere la sua bellezza
Intravederla, intrattenerla
***
E’ scoprire che ti piaceva
Venire in cucina e cuocere il cibo
Poi raggomitolarti tra le mie braccia
Come un carabiniere fa con l’arma
Non ci siamo resi conto
D’avere una rosa sempre profumata
***
Chi sei madre mia e dove ti trovi?
Di certo io ti cerco
madre, per un’ora solo
mi è concesso di riabbracciarti
a rate?
madre per un’ora solo
mi è concesso di riabbracciarti
a rate?
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