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Sherlock Holmes sulle tracce di
Dante Alighieri
Il mistero dei robumani

(Effatà Editrice - Cantalupa Torino)

Disegni di Silvia Aimar
Grafica di Silvia Aimar e Vito Mosca

I GIUDIZI DELLA CRITICA

Un giallo fantascientifico che, oltre a parlare delle opere di Dante, tratta molti argomenti importanti come l’arte, l’attenzione alla disabilità, la funzione formativa dello sport, i primi turbamentidell’adolescenza, il rapporto interattivo ed altro ancora. (leggi in pdf)
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Riuscirà la detective Sherlock Holmes, famosa per aver recuperato molte opere d'arte trafugate nelle piùimportanti collezionie musei del mondo, a svelare il segreto e scoprire i malfattori? (leggi in pdf)
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Pier Luigi Coda torna a distanza di tre anni con una nuova avvincente storia per ragazzi. Una storia tutta “italiana” che si nutre dei versi del Sommo Poeta.

Eh sì, non pago di William Shakespeare, Coda “scomoda” Dante Alighieri mettendo mano, pagina dopo pagina a un racconto in cui la tensione narrativa non conosce nessun cedimento, nessun tempo morto portando il lettore dritto dritto ad un finale “spettacolare” nel senso autentico della parola.

Una parola che nasce nel ‘300.

È la scrittura di Dante con la sua immortale capacità di riproduzione del reale non meno che dei meccanismi di percezione dello stesso tipici dell’esperienza umana. Umanissima e “normale” è, infatti, la vita della protagonista, l’investigatrice privata Sherlock Holmes (il trasporto di Pier Luigi Coda per il mondo anglosassone trova sempre modo di fare capolino nella sua scrittura).

Di lei l’autore ci fornisce, tutto sommato, pochi dettagli, ma più che sufficienti per un tratteggio solido ed evanescente allo stesso tempo della quale non è dato sapere neppure il vero nome. Una Beatrice postmoderna, effimera e radicata, presenza leggera e consistente. Una donna matura, volitiva, professionista di fama planetaria, ma soprattutto mamma di due splendide creature: Luca e Sofia, due adolescenti che “traghettano” per la stagione più bella e tragica dell’esistenza con i loro problemi e le loro piccole gioie quotidiane. Sognatori ben ancorati al mondo, a quel mondo che i sogni sa anche rubarli all’improvviso ridistribuendo le carte sul tavolo con debiti e crediti, acconti e saldi.

Tutto ha un prezzo in questa storia assurda ove scompaiono dai principali musei della Terra quadri che hanno Dante e i suoi personaggi come figure centrali. Ad ogni furto viene lasciato sul luogo del reato, un frammento dantesco e spetterà a Sherlock Holmes e ai suoi ragazzi ricomporre un puzzle inizialmente indecifrabile e assai vicino ad un vero e proprio rompicapo.

Certo c’è un’indagine ufficiale aperta ma il lavoro di squadra di Sherlock e famiglia avrà un peso determinante nella risoluzione della stessa. Ma si diceva di Dante, della sua opera, una rappresentazione ellittica e scorciata della realtà, un testo, la Divina Commedia che, ci si chiede, quale collocazione possa trovare nel dominio odierno della tecnologia onnivora…

Qui la cerniera, se si considera che la Commedia lungi dall’essere un’opera autosufficiente, abbia piuttosto estrema necessità di integrazioni per essere attraversata, serbando al suo interno le caratteristiche peculiari della letteratura moderna dove anche il non detto, è denso di significati. Al lettore trovarli! Coda ci ha visto bene e lungo sapendo cogliere questo tratto che fa della Commedia un’opera attualissima in virtù dell’elemento imprescindibile dell’immedesimazione.

Le vite dei personaggi che escono dalla sua penna sono amanti e amati, di animo gentile ma sanno esplodere furibondi, sono presi da slanci di verità e bugie dette all’occorrenza per dribblare gli eventi; sono golosi o inappetenti, ignavi e iperattivi, codardi e coraggiosi, silenziosi e loquaci…sono l’uomo. Cosa non si fa per amore! Cosa non si fa per l’amore in tutte le sue declinazioni! Amore per le persone, per uno sport, per l’arte, per la corsa sulla pista, per l’informatica (che sì, per quanto assurdo possa sembrare, è una passione anch’essa), per il proprio lavoro, per la propria casa, per l’aria che si respira, anche quella pesante di tanti libri polverosi posti uno accanto all’altro come fratelli che si sorreggono a vicenda nel corso della vita.

C’è quell’UOMO che aveva amato così tanto una donna senza neppure parlarle almeno una volta e che quando lei muore, ormai capisce che è troppo tardi, o forse proprio per niente e cosa fa? Scrive. Si mette a scrivere. 14.233 versi nei quali cammina, cammina, cammina, muove passi e per fare che? Per incontrarla ancora una volta. Perché basta una volta a riempire tutti i vuoti di tutte le volte che non ci sono state.

Ci si avvicina al finale col fiato corto, col fiato che muore in bocca per prendere altro ossigeno, davanti a una Firenze al tramonto. Si comincia a districare la matassa, il filo ora scorre veloce e l’interno giorno da cui si esce per diventare un tutt’uno nell’esterno notte fiorentina lascerà il lettore senza parole…o forse le parole sono già state tutte dette, hanno solo bisogno di perdersi nell’anima e lì, come rivoli d’acqua cristallina, arrivare al cuore restituendo alla storia il proprio posto…quello che avevamo trovato all’inizio nel caldo abbraccio di Sherlock mentre stringe i suoi ragazzi nella notte del suo compleanno…c’è forse bisogno di sapere il perché?

L'amor che move il sole e l'altre stelle… (Paradiso, XXXIII, v.145)
(Commento di Cristina Raddavero)

 

 

Presentazioni e riconoscimenti letterari

Settimana della cultura - Amico libro-Fondazione Ferraris, Torino, 2 ottobre 2019