La diagonale stretta
(Effatà Editrice - Cantalupa Torino)

Disegni di Silvia Aimar
Grafica di Silvia Aimar e Vito Mosca

LA NASCITA DEL RACCONTO

Lausanne

“La diagonale stretta” è il racconto del tempo e della memoria. Del tempo che solca i segmenti della vita e della memoria che li scalfisce e ce li riconsegna attraverso altre storie e altre esperienze. “La diagonale stretta” è la storia della giovinezza, degli stupori dell’adolescenza, dei giorni terribili e inquieti dell’adolescenza. Non è il libro della mia adolescenza, nelle pagine non c’è nulla di autobiografico, per scriverlo ho raccolto le storie, tante storie di tanti ragazzi e ragazze di questo nostro  terzo millennio. Le ho raccolte e cementate insieme e, giorno per giorno, me le sono ritrovate scritte sulle pagine.

Di mio è rimasta, sullo sfondo, l’ombra opaca della mia adolescenza, gli anni del Liceo Scientifico, la grande passione per lo sport praticato, per la pallavolo, per i pomeriggi che passavo ad allenarmi alla corsa veloce sul campo sportivo di Garbella a Imperia: campionati studenteschi, il primato della nostra scuola contro il Ruffini, il De Amicis, il Nautico, il Cassini di Sanremo. Di  mio è rimasto il ricordo di una squallida insegnante di disegno e di Storia dell’Arte per la quale “chi ha gambe non ha testa” e regolarmente mi giudicava insufficiente. Che persona sciocca e infelice! E tuttavia la ringrazio ancora oggi perché mi ha dato il “peso giusto” della vita, mi ha consegnato non risentimento ma pietà e la consapevolezza che ogni giorno va conquistato con le proprie mani a dispetto di tutto e di tutti.

Oxford


Oxford (Uk) - High Street

Così è nato il Pierre della “Diagonale”, un ragazzo solo  e coraggioso che sa misurarsi con la propria adolescenza, che è forte di sé e sa confidare in se stesso per affrontare problemi familiari, ingiuste prevaricazioni, turbolenze emotive. E con Pierre è nata Gerda e la loro strana storia d’amore.

Gerda, sin dalle prime pagine, mi è costata tanta fatica e tanti ripensamenti; in fondo ho sempre subito il fascino della grandezza del suo cuore, la sua generosità, la fragilità della sua vita che non ha più né tempo né spazio poiché  sembra che tutto si sia già compiuto nel tempo e nello spazio di un solo giorno sulla riva del lago Lemano: “Alla felicità bisogna essere abituati, ti dà alla testa come la birra o le sigarette, se non lo sei meglio rinunciare”

                Mi è stato fatto osservare che Gerda è rimasta abbandonata al “capolinea” del suo cammino, senza prospettive, senza ulteriori nutrimenti di vita. Mi è stato detto che l’autore ha una sorta di “responsabilità morale” nei confronti dei suoi personaggi e che, mentre Pierre potrà sempre recuperare i suoi progetti, per Gerda tutto si è concluso senza altri spiragli che lasciassero filtrare il pur fievole chiarore dell’aurora sopra il castello di Chillon. Io non so come Pierre ne uscirà fuori dalla storia con Gerda, se davvero potrà riprendere il suo “piano B” senza strascichi nel cuore, se le sue dita potranno ancora accarezzare la palla da volley come se nulla fosse successo e se davvero il prossimo anno partirà per Oxford con il suo amico Marco. So solo che Gerda io l’ho amata più dello stesso Pierre e non ho potuto fare altro che seguirla nel suo destino senza alternative.    

Losanna Cattedrale


Losanna Grand Pont.


Losanna Ouchy

             Ma intorno ai due protagonisti si muovono altri personaggi che non definirei proprio comprimari: anzitutto la famiglia di Pierre, il padre, la madre, la sorella Gloria, poi gli amici, il Coach ambiguo e opportunista, la dolce Élise, il mondo del lavoro. E le città: Oxford, Lausanne, anche loro protagoniste con i loro scenari e le loro storie che si intersecano in modo inscindibile con il vissuto dei personaggi caratterizzandoli con il loro paesaggio, i negozi, i bar, le feste per le strade. Sono città che conosco bene e di cui sento ovunque il respiro: Oxford scivola lungo le rive del Tamigi, Losanna si distende sulle sponde del lago Lemano; entrambe sono bellissime, intense di memorie e di luci, sopra le guglie delle loro cattedrali  si colora l’aprirsi del giorno. Per Pierre nessuna delle due ha una squadra decente di pallavolo.

 



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