Giusi Audiberti: "Non era il principe azzurro" - Neos Edizioni - Rivoli

“Giusi Audiberti e le donne del Risorgimento"


Mi sono accostata a questo libro pensando che mi avrebbe parlato delle storie d'amore e delle donne nascoste dietro ai grandi uomini della storia del Risorgimento italiano, del comportamento sentimentale di queste personalità; ed è certo questo l’intento dichiarato già a partire dal titolo “Non era un principe azzurro – I belli del Risorgimento mariti improbabili”. Quel mariti improbabili fa presupporre, in parte a ragione, che leggendo ci troveremo di fronte a uomini con poca attenzione sincera nei confronti delle donne, uomini che non sanno essere fedeli e rispettare il vincolo del matrimonio.
Io sento, invece, di essermi trovata di fronte al mondo delle donne del diciannovesimo secolo e non degli uomini. Questo piacevole volumetto mi ha aperto gli occhi su una realtà che sinceramente non immaginavo. La figura di Giulia Manzoni, ad esempio, cagionevole di salute, spinta verso un’infelice unione da interessi e simpatie familiari, è il solo tipo di donna che pensavo avrei trovato nel libro. Ma se ce n'è una così, ho scoperto, per contro, molti caratteri forti, donne che si sono per quanto possibile battute per i loro diritti, per difendere le proprie scelte, giuste o sbagliate che fossero.

È indubbio che Virginia Oldoini, ad esempio, non sia un esempio di rettitudine e che Adele Savio non abbia trovato la felicità, rifiutandosi di dimenticare l’amore della sua vita e vivendo tutta la sua esistenza aspettando di poterlo incontrare nuovamente; entrambe però hanno fatto quello che desideravano e non credo sia stato semplice visto i tempi che vivevano. Non bisogna dimenticarsi che sono tutte donne appartenenti a uno strato sociale privilegiato ma, appunto per questo, si trovano a dover gestire mariti improbabili, uomini straordinari come Giuseppe Gabribaldi e Massimo D’Azeglio, che hanno lasciato un segno nella storia italiana e, quindi, situazioni tutt’altro che comuni.

Ad avere lasciato un segno in me sono invece loro, le donne spesso taciute dalla storia, con i loro caratteri, a volte volubili, spesso più determinati di quanto si possa pensare, donne che con il loro modo di affrontare la vita possono ancora insegnare qualcosa.

(Commento di Viviana Albanese)