Emilio e Maria Antonietta Biagini: "IL PRATO ALTO I -
Alba dalla preistoria al sec. XIII" - Solfanelli Editore

...è uno dei più bei romanzi che mi sia capitato di leggere…
Rino Camilleri

La vita di una piccola comunità alpina, con le sue vicende, è partecipe e testimone della storia dall’Età della Pietra fino al Medioevo. Nasce un senso di identità, di comunione con la propria terra. La piccola comunità entra a far parte del regno del Norico, amico di Roma. Al crollo dell’Impero, l’opera di San Severino assicura che la graduale germanizzazione delle vallate non spezzi il legame con Roma, che non è più quella dei Cesari ma quella della Chiesa. È l’alba di un nuovo popolo, l’alba dell’Austria. Le generazioni si succedono. Fra episodi tristi e gioiosi, comici e tragici, atti di coraggio e tradimenti, la vita va avanti nonostante ogni difficoltà. Al centro della scena le nonne, custodi della memoria e costante sostegno spirituale e materiale. Epicentro della narrazione è il villaggio di Wiesenberg (il “Prato alto” o “Prato montano”), ma i personaggi si spostano: li ritroviamo a operare e combattere per l’Europa e fino a Gerusalemme. Qualche volta sono costretti ad emigrare ma, se non essi, i loro discendenti ritrovano spesso la strada del Prato alto. …

Gli autori

Emilio Biagini, nato a Genova, oggi fortunatamente in pensione, è stato professore ordinario di Geografia all’università di Cagliari. Per ingannare il tempo, mentre scaldava i banchi all’università di Genova, ha preso tre lauree (Scienze naturali, Scienze biologiche e Geografia). Inoltre ha imparato sei lingue straniere (inglese, tedesco, nederlandese, afrikaans, russo e, senza sua colpa, francese) e vinto sei borse di studio all’estero, fra cui la Fulbright negli USA. Ma la sua principale vocazione non è mai stata quella del professore universitario. Ciò che gli interessa è fare lo scrittore. Ha pubblicato quattro romanzi (La luce, Genova, 2006; Labirinto oscuro, Roma, 2008; La nuova terra, Verona, 2011; La pioggia di fuoco, Verona, 2012, quest’ultimo con la moglie coautrice), due volumi di racconti (L’uomo in ascolto, Milano, 2008; Montallegro ed altri racconti, Verona, 2013), quattro volumi di pièces teatrali satiriche (Saccenti ed altri serpenti, Genova, 2008; Il seme sepolto, Verona, 2009; Satire clericali, Verona, 2014; Gaia, il pianeta sull’orlo di una crisi di nervi, Chieti, 2016, i due ultimi con la moglie come coautrice) e, sempre con la moglie come coautrice, un libro per bambini, Le brutte storie: come raccontare al nipotino le menzogne della storia contemporanea (Verona, 2017), e una biografia, Maria Valtorta, la testimone della vita di Cristo (Isola del Liri, 2018). Ha ricevuto, nel 2012, il premio letterario di “Fede e Cultura” per la narrativa. Insieme alla moglie, ha ricevuto nel 2016 il Premio Putiferio per la satira.

Maria Antonietta Novara Biagini è nata a Genova. Ha frequentato fino alla maturità classica l’Istituto delle Suore dell’Assunzione. Si è poi iscritta alla Facoltà di Giurisprudenza dell’università di Genova, senza però impegnarvisi al punto da giungere al conseguimento della laurea, preferendo occuparsi della sua famiglia invece di abbandonarla in mano a truppe mercenarie. Nello stesso tempo ha potuto sviluppare i propri interessi culturali e le proprie curiosità, anche attraverso viaggi in quasi tutte le parti del mondo, approfondendo e fortificando una formazione cattolica e controcorrente. Ha pubblicato il volume di racconti L’albero secco (Verona, 2010) e il romanzo storico Nonna non raccontava le favole (Verona 2015). È coautrice di varie opere del marito Emilio. Ha ricevuto, nel 2015, il premio letterario di “Fede e Cultura” per la narrativa. Insieme al marito, ha ricevuto nel 2016 il Premio Putiferio per la satira.