Renzo Parodi: "GARIBALDI. Il grande seduttore" - Delfino - Sassari
Fra i personaggi, plateali protagonisti, o riservati e sommessi del nostro Risorgimento, Garibaldi, da sempre, è stato il più gettonato: temperamento libero, indipendente, temerario spesso, amori vari, la sua esistenza si presta ad una realtà romanzesca. Carismatico nelle azioni che ne hanno scandito la vita, persevera ad esserlo ora, in quest’anno particolarissimo, durante il quale studi e celebrazioni per i Centocinquant’anni dalla nascita del Regno Unito d’Italia si sono susseguite; la data fatidica fu infatti il 17 marzo 1861. A questo proposito è stato pubblicato, nel giugno 2011, il libro Garibaldi. Il grande seduttore, per i tipi di Carlo Delfino Editore, Sassari. L’autore è il giornalista genovese Renzo Parodi.
Garibaldi, uomo di mare, generale sulla terra, cavallerizzo eccellente, paladino della libertà dei popoli oppressi, sostegno dei deboli, fondatore della Legione Italiana, punta di diamante del Risorgimento viene, in quest’opera, visto sotto il profilo del seduttore, sedotto, seducente, perseguito, mai abbandonato (azione, quest’ultima, in cui probabilmente egli era più veloce).
Nel libro le notizie sull’Eroe dei due Mondi sono assai numerose ed interessanti.
Uomo rude e probo, ma di comportamento squisito al momento giusto, senza atteggiamenti da damerino, pare che nelle dichiarazioni alle donne fosse diretto e senza circonlocuzioni. Nelle epistole, però, la sapeva lunga.
Ogni opera scritta, di solito, è un viaggio singolare. In questo caso la narrazione parte dagli avi di Giuseppe, dalla sua infanzia; difetti, pregi, negligenze e forza emersero all’immediato. All’occhio vigile e ansioso della madre Rosa non sfuggì la sicurezza nei gusti, nei gesti, nelle predisposizioni, che lasciavano intuire un capo assoluto. Le liason di Giuseppe si intersecano all’esistenza rocambolesca da lui condotta, come ben si evince anche dalle Memorie; l’Autore annota le conoscenze femminili con estrema precisione, sia le passioni intense sia gli innamoramenti fugaci che, talvolta, si trasformarono in affetti sinceri e profondi, senza ulteriori risvolti.
L’incontro determinante, tra tutte le estimatrici (senza contare quelle “prendi e lascia”), fu Anita; donna dal temperamento appassionato, corrispondeva ai requisiti che Garibaldi avrebbe voluto, ma che non aveva mai osato attendersi da una figura muliebre. Indomita amazzone, insieme compagna innamorata, anche dalla presente biografia si evince l’intesa insostituibile dei due, nel corpo e nei pensieri (non si parla di spirito né di anima, vista la convinzione…anticlericale del nostro uomo…). Non nel quotidiano: troppe gonnelle attorno al Generale per i gusti di una moglie gelosa, pur con tutte le ragioni, come Anita, che gli sarà devota fino a dimenticare se stessa; non il marito, non i figli, costantemente nel cuore.
Le altre furono inclinazioni, benché moltissime siano state a ronzargli attorno le aristocratiche signore, le popolane ed altro. Emma Roberts, Speranza von Schwarz, Jessie White, sposata ad Alberto Mario, mazziniana, ma amica fedele oltre che biografa e giornalista capace, sono alcune. Poi le relazioni con “qualche conseguenza”, Battistina Revello, umile giovanetta dalla quale ebbe la figlia Anita, la marchesina Raimondi, moglie per “lo spazio d’un mattino”, definita argutamente dall’Autore il suo più sventato peccato senile, Francesca Armosino, poco attraente, ma governante assai accorta; divenne la terza moglie, da lei ebbe due figli, Manlio e Clelia.
Il libro è piacevolissimo, scorrevole per l’ambientazione, per la conduzione e perché l’azione corre velocemente. Lo stile è diretto, giornalistico, moderno. Le notizie sul Protagonista cospicue, precise, talune singolari.
Il fatto che non compaiano note per le citazioni più pregnanti, fa supporre che siano intercorse conversazioni sulle quali basarsi per ricostruire una vicenda umana e storica unica, difficilmente ripetibile.
(Commento di Raffaella Saponaro Bragadin-Monti) |