Miriam Pastorino : "Berta" - Solfanelli

 

Berta è una bambina dal carattere indomito, indipendente e coraggioso. Queste caratteristiche, aggiunte ad una inclinazione per giochi spericolati e avventurosi, si manifestano già dai suoi primissimi anni di vita, durante i quali si cimenterà in imprese al limite dell’avventatezza, ma molto spesso anche poco edificanti, incuranti di ogni regola e precetto e dettati da un egocentrismo senza freni.
     In due occasioni la sua imprevidenza metterà a rischio la vita del fratellino, allorché la madre, per ragioni non dipendenti dalla sua volontà, si vedrà costretta ad affidarlo esclusivamente alle sue cure.
     Ma da ogni esperienza la bambina saprà trarre monito e ammaestramento per avviare un interno processo di crescita e maturazione verso un maggior senso di responsabilità, imparando anche a disciplinare la sua sete di avventure spericolate; tanto che, di fronte ad un rovescio di fortuna della famiglia, non esita a proporsi ai genitori di andare a lavorare in filanda per dare una mano ai familiari.
     Ma quando le circostanze la metteranno di fronte ad una insidia che potrebbe costarle l’innocenza e forse la vita, sarà grazie al suo carattere caparbio e battagliero, disposto a lottare per non farsi sopraffare da ostacoli e minacce, che saprà affrontare il pericolo e ad uscirne vittoriosa.
     L’autrice si è ispirata liberamente alla vicenda di una propria antenata.

 

Miriam Pastorino

è nata a Mele e vive a Genova. Sposata e madre di un figlio, ha organizzato per decenni iniziative culturali: prima operando nel settore istituzionale, poi come presidente di un’associazione che si propone il rinnovamento del pensiero.
     Convinta che fu la crisi culturale deflagrata nella seconda metà del secolo scorso – mettendo in discussione valori consolidati e offrendo, in nome di una libertà senza limiti, effimere “consolazioni” in luogo delle antiche certezze esistenziali – a generare l’inesorabile succedersi di emergenze sociali ed economiche, nel corso degli ultimi anni ha dato vita a numerose iniziative che, partendo da riflessioni storiche e filosofiche e dalla pratica delle arti, mirano a favorire un approccio alla realtà diverso, per non dire opposto a quello corrente.
     È seguendo quest’ordine di idee che ha provato a sperimentare sé stessa scrivendo Orfani e altre storie crudeli (2011), e curando altri due volumi, Il delirio e la speranza. Storie di padri separati (2012) e Inconsolabili (2017). Non “arte per arte” ma la letteratura al servizio di un’idea di speranza nel futuro.

Con Berta, eroina di un tempo lontano ha inteso abbandonare il clima cupo e desolato dei nostri giorni ma non il suo interesse di fondo: quello di meditare sui destini delle nuove generazioni attraverso il confronto tra l’attuale condizione di fragilità strutturale dei giovani e delle famiglie e la capacità di reazione propria di giorni lontani.