Afredo Rienzi: "Partenze e Promesse - Presagi"- Puntoacapo Editore

Quando bussasti
cercai nei tuoi occhi
quale spavento t’avesse portato
(pag.16 Partisti senza rumore, un fruscio, nulla)

Dario Capello e Ivan Fedeli non potevano dire meglio di questa raccolta che già nel titolo ci costringe ad una sosta. Partenze e Promesse. Presagi
Il bussare stesso ci vede davanti ad un punto, una porta, un oggetto che si fonde con le nocche di chi bussa, un atto che si dilata dal corpo all’uscio… e una ricerca di colui che apre...cercai nei tuoi occhi/quale spavento
La mia riflessione si concentra qui.
Va da sé che spavento è ciò che suscita panico, che impressiona profondamente. Qui assurge a elemento oserei dire decisivo della raccolta, un aumento ponderale di verso in verso nel farsi rafforzativo, nel passare attraverso “rafforzamenti”, quel latino paventare che intensivamente diviene expaventare.
La poesia di Alfredo Rienzi ci investe come turbamento che non resta necessariamente vincolato alla paura che il poeta “predispone” nei versi quale presupposto iperbolico, dimensione da abitare nella sua alterità, nel suo farsi ciò che diventa enorme, incredibile, straordinario come conoscere l’ora della propria morte altrimenti detta “partenza”.
L’altro focus è che pur nell’impianto inafferrabile delle liriche di Alfredo con rimandi ad un soffio vitale intangibile per sua natura, la nefesch ebraica, la psyché greca non circoscrivibile in nessuna concretezza di fondo, la sua poesia sia, comunque una poesia del corpo: ti pesai il cuore, così come è possibile farlo/nel nascosto del torace o ancora Restino a dubitare le mani e di più: sembra che nell’addome s’occulti la sapienza.
E’ un’ammissione necessaria che trapela mirabilmente in versi come questi: Deve essere così: il corpo sa,/ ma suggerisce male di proposito/per non negarci il gemito pietoso
La materia prima di Rienzi nasce nei millenni stratificati nelle civiltà che ci hanno preceduto, con uno stile asciutto che se si bagna, lo fa usando l’acqua migliore, più pura: di rivi e torrenti.
L’acqua che tiene a battesimo domande da offrire ai nuovi boschi, la trasparenza preziosa Qui dove puoi riposare/perché è con l’acqua/ che laverò i tuoi passi, con la rugiada/la bocca
Partenze e promesse. Presagi
Le partenze di Rienzi lungi da solipsistiche intenzioni, inizi corali del mondo.
Le promesse perché si torna dove si è già stati.
I presagi perché Rienzi è, in questa veste profeta, colui che parla “al posto di” nell’illuminazione poetica, l’unica che orienta al Vero.

(Commento di Cristina Raddavero)