Odo Tinteri - "Barche nella storia. Barche nel Mediterraneo" - Edizioni La Linea
Le barche che propongo nelle mie opere, subiscono spesso l’assedio del colore che confonde il mare col cielo e con i miei pensieri. Prediligo il colore che ruba la realtà e la restitusce mutata ma divertita nella festa che voglio. Dico questo perché la barca per me è anche evasione e molto altro ancora (Tinteri O., pag. 10)
Così si esprime l’Artista Odo Tinteri nell’introduzione vergata da lui stesso nel libro, impreziosito dalle proprie originali creazioni, Barche nella Storia. Barche nel Mediterraneo. E’ uscito da poco, nel 2011 per conto delle Edizioni La Linea – Borgoricco (PD); è stato presentato dal giornalista Paolo Zerbini, con letture dell’attrice Nadia Battaglia, il 13 dicembre, davanti ad un folto pubblico, presso l’ Auditorium Galata Museo del Mare, dove contemporaneamente era stata allestita una sua mostra inaugurata a novembre con circa centocinquanta opere esposte, che perdurerà fino al 6 febbraio 2012.
Fin dalle prime pagine il lettore viene messo a suo agio, perché gli è consentito comprendere il filo diretto che lega Odo Tinteri al mare in tutti i suoi mutevoli umori, resi manifesti dalle tonalità di colore, umori interpretati come espressione del carattere della sconfinata massa equòrea. Le imbarcazione (lanceolate, svettanti o bombate) ne hanno fatto e ne fanno parte integrante secondo le ère, le civiltà, le tradizioni dell’umanità mediterranea: sempre differenti nel legno da costruzione, nella linea delle vele, nella foggia, nella dimensione fino ad oggi. L’Artista (e contemporaneamente lo Scrittore) trasmette il proprio amore per quello che non è stato nei secoli un semplice mezzo di trasporto più o meno confortevole; le navi non sono state solamente ad uso bellico o commerciale.
Hanno avuto, attraverso le gesta compiute, una tipicità di eroismo, di pirateria, di raffinatezza, di utilità, secondo i casi; anche in base alle gioie o alle sofferenze o alle avventure di chi avevano a bordo, momenti di cui sono state fatte partecipi. Gozzi, barche, pescherecci, traghetti, velieri, piroscafi e bastimenti con l’anima. E per questo ricchi di diversificate esperienze e di colori.
La produzione nata dal cuore, dalla mente (nonché dalla minuziosa applicazione al tema) dell’Artista esplode con forza per lo stile personale, per l’amalgama delle tinte; di queste ultime, quelle dominanti si coniugano ad ulteriori sfumature sempre ben calibrate, atte a conferire un significato preciso ad ogni esemplare. Da vero Maestro del colore, propone gradazioni diversificate, talvolta morbide o pastose, talvolta contrastanti mentre a tratti lo scuro è dolcemente accostato o confuso con il chiaro. Mare e barche: una vera passione, quindi, che fa parte della natura di un Artista con caratteristiche di Poeta, poiché trasfonde la sensibilità delle liriche in bellissime opere. Oltre a un acutissimo senso d’osservazione. Nel teso si tiene conto delle dimensioni, della stazza, delle funzioni: la nave sarda, quella fenicia, l’egizia, la greca, la romana da carico. Andrea Doria si erge orgoglioso davanti alla sua flotta; poi ancora la caravella, la galeazza veneta, gli affascinanti vascelli. Uniche le immagini dei piatti in maiolica eseguiti nella Bottega Tinteri.
Dalle umili lampare fino alle grandi navi da crociera dell’ultima generazione: nulla viene trascurato. Non manca (ed è assai sentita) la sofferenza dell’umanità smarrita, che cerca una via d’uscita lontano dai propri guai mediante l’emigrazione…
Le pagine rievocative dell’infanzia, la memoria degli affetti primigeni e più cari, le impressioni lontane, dei primi anni, atte a segnare il percorso dell’esistenza, offrono uno spaccato commovente unitamente all’amore per la Sardegna, terra natìa, e per la Liguria, terra d’adozione, conquistata, ammirata, vissuta con intensa partecipazione interiore. Le percezioni sono coinvolgenti, le indagini su argomenti differenziati non si contano. Aria, vento, acqua, terra, natura. La vivacità, l’impegno, il dinamismo, lo spirito poetico, l’esuberanza nel vivere, una forte volontà: ecco l’Autore.
(Commento di Raffaella Saponaro Bragadin-Monti)
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