Patrizia Tocci: "Alfabeti"
Tabula Fati - Chieti


Dante ci ha lasciato versi dal fascino senza tempo: la sua Commedia s’impone come un indimenticabile ricordo. Amore, ascolto, buio, dolore, ricordo, speranza: sono alcune delle parole contenute e commentate da Patrizia Tocci in questi Alfabeti, un vero e proprio Abbecedario, ossia di “libro per imparare a leggere”: in questo caso, Dante e la Commedia. Le figure femminili presenti nella vita e nell’opera di Dante fecero appassionare ben presto molte scrittrici. Quelle stesse figure femminili alle quali Patrizia Tocci dedica felici pennellate: Beatrice, Francesca da Rimini, Pia de’ Tolomei, Matelda, sono infatti le personalità che più rappresentano il mondo femminile di Dante. Dal buio dell’Inferno fino alla luce del Paradiso, passo dopo passo, terzina dopo terzina, scorrono paesaggi onirici e reali: le notti e i tramonti, le albe e le piogge, visi stravolti dal dolore o illuminati dalla beatitudine; ogni personaggio o emozione, aggiunge un po’ di colore a questo arazzo, ogni storia è un motivo unico. La Commedia è un viaggio per incontrare il Creatore ma anche le sue creature, legate da un nodo d’amore. Ne scaturisce un alfabeto poetico ed empatico, personale, accattivante.

L'autrice

Patrizia Tocci è nata nel 1959, a Verrecchie (AQ). Laureata in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma, ha vissuto all’Aquila fino al 2015. Ora vive e lavora a Pescara, dove insegna materie letterarie negli istituti secondari superiori. Studiosa di Eugenio Montale, di Laudomia Bonanni e più in generale del Novecento, i suoi articoli e saggi critici sono stati pubblicati su numerosi periodici e riviste specializzate, tra cui: “Il caffè Michelangiolo”, “Leggere Donna”, “Oggi e domani”, “Abruzzo letterario”, “Rivista Abruzzese”, “Dialoghi internazionali”, “Novanta9”, “Campi immaginabili”. Ha esordito con una raccolta di prose e poesie, Un paese ci vuole (Japadre, L’Aquila 1990) con l’introduzione di Ottaviano Giannangeli; poi, una silloge poetica, Pietra serena (Tabula fati, Chieti 2000) con l’introduzione di Anna Ventura; ha pubblicato La città che voleva volare (Tabula fati, Chieti 2010) con l’introduzione di Angelo Fabrizi: un libro di racconti interamente dedicato alla città dell’Aquila. Ha curato e pubblicato I Gigli della memoria: narrazione collettiva (Tabula fati, Chieti 2012) con postfazione di Paolo Rumiz, testimonianza sulla notte del terremoto che ha colpito L’Aquila e i paesi limitrofi nel 2009. Il suo primo romanzo Nero è il cuore del papavero (Tabula fati, Chieti 2017), ha la presentazione di Paolo Rumiz ed è dedicato alla figura del padre scomparso, attraverso il quale rivive la cultura contadina, l’infanzia e la memoria; ha vinto il Premio Nazionale “Vittoriano Esposito”. Ha ottenuto consensi in molti concorsi di poesia; suoi racconti sono presenti in numerose antologie. Collabora con il quotidiano abruzzese regionale “Il Centro”, con la rubrica settimanale: “La valigia di cartone”. Inediti e materiale video sono presenti sul sito www.patriziatocci.it.